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Perché si racconta? Incontro con Vinicio Capossela

Miti, leggende, favole, filastrocche, ninnenanne, canzoni: sono tanti i modi di raccontare e di raccontarci. Il racconto accomuna tutti, piccoli e grandi, in ogni latitudine; si racconta sempre, a partire da quella che è stata la nostra giornata, riportando cosa ci è successo o qualcosa che si è visto o ascoltato. Raccontare storie non è solo questione di parole, ma è anche mettere insieme immagini, musica, gesti, emozioni in una trama da cui viene fuori un tessuto che connette le persone tra loro e in cui ciascuno entra e trova il suo filo. L’esperienza del racconto inizia da bambini, quando si entra in relazione con i tanti mondi della fantasia e dell’immaginazione. Spesso, gli artisti, alcuni più di altri, riescono a creare un contatto con il nostro immaginario attraverso le atmosfere e le vicende delle storie che raccontano. Tra questi artisti rientra Vinicio Capossela che con il suo stile visionario e fiabesco, le sue ambientazioni ora malinconiche ora circensi, i suoi riferimenti alle più disparate storie popolari e intime è sicuramente uno dei più originali narratori del nostro tempo. In un incontro con gli studenti universitari, Capossela ha ‘raccontato’ cosa sia per lui il racconto, come lui racconta e come si racconta in musica.

L'incontro con Vinicio Capossela si è tenuto all'Università di Udine il 27 giugno 2011, con la presentazione di Davide Zoletto, in collaborazione con Ert (Ente regionale teatrale del Friuli Venezia Giulia), Euritmica-Udin&Jazz.2011 e il Conservatorio ‘Jacopo Tomadini’.

VINICIO CAPOSSELA

Vinicio Capossela, nato in Germania, si propone come uno dei musicisti italiani più attenti alle sperimentazioni e alle contaminazioni, facendo particolare attenzione oltre che alla composizione anche al linguaggio e ai testi. Molte, infatti, le citazioni, i prestiti e le allusioni letterarie. Il suo primo album ‘All’una e trentacinque circa’ risale al 1990 e lo vede vincitore della Targa Tenco come opera prima. A seguire ‘Modì (1991), ‘Camera a sud’, (1994), ‘Il ballo di San Vito’ (1996), ‘Liveinvolvo’ (1998), ‘Canzoni a manovella’ (2000), ‘L’indispensabile’ (2003), ‘Ovunque proteggi’ (2006), ‘Da solo’ (2008), ‘The story-faced man (2010) e ‘Marinai, profeti e balene’ (2011). Nella sua versatilità è anche attore, scrittore – per Feltrinelli ‘Non si muore tutte le mattine’ (2004) e, assieme a assieme a Vincenzo Costantino, ‘In clandestinità’ (2009) – e autore di racconti radiofonici.