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Tortura fuorilegge: la psicologia a servizio del diritto. Incontro con Marialuisa Menegatto e Adriano Zamperini

Come il Diritto possa avvalersi dei contributi di altre discipline è emerso in modo molto chiaro alla presentazione di ‘Tortura fuorilegge’, un libro collettaneo proposto da Multiverso e pubblicato da Forum, che si è tenuta nella giornata finale del Festival del Diritto di Piacenza. È toccato agli psicologi Marialuisa Menegatto e Adriano Zamperini illustrare quanto le ricerche della loro disciplina sulla violenza e sulle atrocità collettive possano essere d’aiuto al legislatore nel momento in cui debba accogliere nell’ordinamento giuridico una legge contro la tortura. Il tema è di particolare attualità poiché, nonostante il diritto internazionale lo preveda da tempo, il Parlamento italiano non ha ancora approvato una legge contro la pratica della tortura.
Marialuisa Menegatto ha illustrato la stratificazione che la pratica della tortura ha avuto nella storia e come sia arrivata fino ai nostri giorni. Una storia lunga che ha preso strade che non sono per niente chiuse e che, nella loro trasformazione, pesano molto nel nostro modo di vivere e di pensare, tant’è che difficilmente cogliamo la portata dei condizionamenti consci e inconsci cui siamo esposti e sottoposti.
Adriano Zamperini ha affrontato il tema partendo da un aspetto ineludibile quando si parla di tortura, ossia la libertà, perché quello che la tortura nega è proprio il principio e l’esperienza della libertà. Ed è proprio per questo che la tortura è un fatto che ci riguarda, perché, che lo vogliamo o no, ogni volta che accade, siamo tutti coinvolti. Tra gli attori in campo, infatti, la relazione non è solo tra carnefice e vittima ma si allarga in un triangolo che comprende anche chi osserva e guarda: lo spettatore. Se lasciamo fare vuol dire che va bene anche a noi, dimenticandoci che quando un potere fa pendere troppo la forza dalla sua parte può anche aumentare l’arbitrio su chi potere non ha: la linea tra credersi liberi e scoprire di non esserlo, può diventare, in un attimo assai sottile.

‘Tortura fuorilegge’ è un progetto multidisciplinare proposto da Multiverso che ha raccolto voci provenienti da studi, realtà e istanze diverse. Il tema è stato affrontato dal punto di vista storico (Adriano Prosperi), filosofico (Donatella Di Cesare e Rocco Ronchi), artistico (Daniele Vicari) e psicologico (Marialuisa Menegatto e Adriano Zamperini). Il frutto di questo lavoro è diventato anche un libro edito da Forum.

L'incontro 'Nelle mani del più forte: mettere la tortura fuorilegge', con Marialuisa Menegatto e Adriano Zamperini, si è tenuto il 25 settembre 2016 al Festival del Diritto di Piacenza.

ADRIANO ZAMPERINI

Adriano Zamperini insegna Psicologia della violenza e Psicologia del disagio sociale all’Università di Padova. Fra le sue pubblicazioni ricordiamo L’indifferenza. Conformismo del sentire e dissenso emozionale (2007) e L’ostracismo. Essere esclusi, respinti e ignorati (2010), entrambi per Einaudi, Cittadinanza ferita e trauma psicopolitico. Dopo il G8 di Genova (con M. Menegatto, Liguori, Napoli 2011) e La bestia dentro di noi. Smascherare l’aggressività (il Mulino, Bologna 2014).

MARIALUISA MENEGATTO

Marialuisa Menegatto è psicologa clinica e di comunità, psicoterapeuta, dottoranda presso l’Università di Verona, coordinatrice della Sezione Memoria Viva della Fondazione Andrea Devoto e Co-direttrice scientifica della rivista 'Il seme e l’albero. Rivista di scienze sociali, psicologia applicata e politiche di comunità'. Autrice di pubblicazioni nazionali e internazionali, è Vice-Presidente della Società Italiana di Scienze Psicosociali per la Pace, di cui è anche ricercatrice. Tra le sue recenti pubblicazioni (con A. Zamperini) Cittadinanza ferita e trauma psicopolitico (Liguori, Napoli 2011) per lo studio longitudinale sulle violenze degli eventi G8 Genova 2001, La società degli indifferenti (Carocci, Roma 2011), Memoria viva (FUP, Firenze 2015).