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L'impronta e le sue verità

Segni e simboli sono impronte che vanno interpretate. Se la parola tende a de-finire, l’immagine invece apre sempre ad altro, stupisce, meraviglia. L’immagine ci fa capire che conoscere non è mai una cosa definitiva e che ci pone sempre in un continuum di incertezza e di indeterminatezza. Partendo da questo spunto, Multiverso ha dialogato con Mino Gabriele, che si è soffermato sull’anarchia che caratterizza ogni immagine, sul ruolo dei simboli nell’antichità, della loro eredità e di come si siano trasformati nel tempo fino ai giorni nostri. Toccando altri aspetti come il rapporto tra sacro e reale, ragione e spiritualità e della filologia e dell’iconologia, scienze alla radice di parola e immagine, con una digressione sull’alchimia come tradizione di pensiero all’origine della scienza.

MINO GABRIELE

Mino Gabriele già Professore di Iconografia e iconologia e di Scienza e filologia delle immagini all’Università di Udine. Dirige la collana ‘Multa Paucis. Opere Rare e Inedite’ della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze. Tra le sue ultime pubblicazioni: Il Libro degli Emblemi di Andrea Alciato (Adelphi, 2015), Il primo giorno del mondo (Adelphi, 2016), La mossa del diamante (Aseq, 2020), La Porta Magica di Roma simbolo dell’alchimia occidentale (Olschki, 2021), I sette talismani dell’Impero (Adelphi, 2021).